La Latografia comporta una visione diversa. Se ci fate caso, davanti a un’opera di Mario Flores la postura di noi osservatori cambia in continuazione.
Dopo un po’, infatti, cominciamo a piegare il busto da una parte… poi dall’altra. Ma la cosa incredibile è quando ci alziamo sulla punta dei piedi: sì, ci alziamo sulle punte per vedere un’opera che è lì davanti a noi.
Così facendo, scopriamo una realtà più vasta e significati nuovi, a volte addirittura contraddittori rispetto allo scatto visto nella postura iniziale.
La Latografia di Mario Flores approfondisce l’osservazione. Il gioco della metafora, a questo punto, è facile: il cambio di postura fisico diventa anche mentale.
L’osservatore comprende che davanti a un’opera c’è sempre qualcosa in più da scoprire, a seconda del proprio punto di osservazione… non solo fisico.